Armi a retrocarica

Nelle armi a retrocarica la canna è aperta in entrambe le direzioni ed il munizionamento viene inserito dall’estremità posteriore con la palla rivolta anteriormente. Al momento dello sparo, la palla percorrerà tutta la lunghezza dell’anima della canna per uscire anteriormente. Da qui il nome di retrocarica.

 

DreyseIl primo passo nella ricerca di un sistema efficace di caricamento dalla parte posteriore della canna fu compiuto da Nicholas Dreyse che nel 1836 brevettò il fucile ad ago e la prima cartuccia vera e propria. Il fucile era munito di un otturatore che, come nei fucili moderni, chiudeva la parte posteriore della canna, in cui veniva alloggiata la cartuccia. All’interno dell’otturatore vi erano una molla e un’astina di acciaio (l’ago); tirando un anello si arretrava l’astina e si comprimeva la molla in una posizione in cui essi venivano trattenuti da un dente di arresto; azionando il grilletto, l’ago veniva lanciato in avanti e colpiva la cartuccia. Questa era un involucro di carta che conteneva il proiettile, una borra sul cui fondo era applicato l’innesco di fulminato di mercurio, e la carica di polvere; l’ago perforava la carta, passava attraverso la polvere e percuoteva l’innesco.

Con qualche miglioramento l’arma venne usata dai francesi (Chassepot) ed è rimasto famoso nei libri di storia del Risorgimento il suo impiego nella battaglia di Mentana contro i Garibaldini.
Tutte queste armi a retrocarica non riuscivano però a risolvere il problema della fuga di gas dalla parte posteriore, impossibile a realizzare senza l’impiego di una cartuccia con bossolo rigido, almeno in parte metallico, che si dilati al momento dello sparo, chiudendo ermeticamente la culatta.
Già nel 1835 vengono inventate da Lefauchaux (padre) cartucce con bossolo di cartone e fondello metallico e innesco posto all’interno di esso che veniva fatto esplodere facendo percuotere dal cane uno spillo che sporgeva di alcuni millimetri lateralmente, alla base del bossolo. Questo tipo di munizioni, perfezionato da Houllier nel 1936 con l’introduzione di un bossolo interamente metallico, divenne famoso con il nome di cartuccia a spillo Lefaucheux, che Eugène Lefauchaux (figlio) brevettò e inizio a produrre con grande successo nel 1850.

Questa innovazione (uso della cartuccia metallica e caricamento posteriore della stessa) rivoluzionò letteralmente il mondo delle armi da fuoco: permise una molto maggiore affidabilità e precisione delle armi (essendo la polvere predosata esattamente) e soprattutto permetteva una cadenza di tiro molto superiore: un moschettiere esperto con un fucile ad avancarica riusciva a sparare al massimo un colpo ogni dieci-venti secondi, contro i due-cinque secondi a colpo di una recluta con una nuova arma a retrocarica. Per ultimo, il fatto di avere delle parti mobili nella parte retrostante la camera di scoppio, permise successivamente di usare una parte dell’energia dell’esplosione per azionare meccanismi di ricarica e fuoco automatici. Oggi quasi tutte le armi da fuoco in commercio (e tutte quelle usate professionalmente) sono a retrocarica.

A partire dalla metà del sec. XIX si cominciò ad affrontare seriamente la possibilità di trasformare fucili da avancarica a retrocarica. Alla fine del sec. XIX quasi tutti gli eserciti del mondo usavano la retrocarica

 

Vetrina 5, sistemi a retrocarica

Vetrina 5, sistemi a retrocarica

 

Doppietta a spillo sistema Lefaucheux

Doppietta a spillo sistema Lefaucheux

 

Fucile a leva Cal. 30 Winchester 1894

Fucile a leva Cal. 30 Winchester 1894

 

Vetrina11, armi da caccia a retrocarica

Vetrina11, armi da caccia a retrocarica

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