Museo dei Martelli

Il Museo dei martelli è costituito dalla collezione di Sergio Masini, donata al Comune di Sarnano nel 1993 dalla famiglia Masini.

Tale collezione ha un’origine del tutto casuale. Sergio Masini, entrato in una grande ferramenta della Capitale per acquistare un piccolo martello, rimase letteralmente sbalordito dalla scelta infinita di esemplari -dalle forme, funzioni e caratteristiche più diverse- che gli furoni mostrati attraverso alcuni cataloghi, dal personale della ferramenta. Tornato a casa, ripensando con stupore e curiosità ai cataloghi sfogliati , incredulo che il più semplice degli utensili, evolvendosi nella forma e nei materiali, possa aver dato origine a tutta quella varietà di martelli, decise immediatamente di cambiare tipo di raccolta, abbandonando quella dei francobolli. Nasce così la collezione di Martelli di Sergio Masini, che si svilupperà in quasi trenta anni di ricerche, con la raccolta di più di 500 pezzi, provenienti da oltre 40 paesi dei cinque continenti e rappresentativi di oltre 100 mestieri.

La singolare collezione, dunque, comprende oggetti assai diversi per grandezza, peso, materiale ed epoca: tra i più antichi sono una mazza d’arme del XVI secolo, un mazzafrusto ottomano a ventotto punte del XVIII secolo e un martelletto inglese dell’Ottocento in cristallo di rocca e agata che serviva per stampare il sigillo sulla ceralacca.

Ma la ripartizione più interessante è forse legata alla destinazione d’uso: troviamo ad esempio i martelli destinati alla musica e ai musicisti (quello di bronzo per accordare il clavicembalo, il mazzuolo in corno per lo xilofono, il battente da gonghista, la mazzetta in cuoio di bufalo utilizzata dai liutai, i martelletti che battono le ore sugli orologi da torre, ecc.), i “martelli sportivi” (dalla piccozza al martello per il lancio, dalla mazza da croquet alla canna per il polo), i martelli destinati al campo della medicina (il martelletto di Buck per i riflessi neurologici, quello da ortopedico, fino a quello per l’agopuntura).

Ben rappresentate sono anche le mazze rituali come il martello con cui il Papa bussa alla Porta Santa per il Giubileo (è esposta ad esempio la copia di quello usato da Paolo VI nel 1975), il mazzuolo istoriato da invocazioni che viene battuto sul gong in un santuario giapponese dai fedeli in preghiera, quello a forma di corona dei monaci tibetani, il mazzuolo dei monaci ortodossi di Trebisonda, il martello dei riti iniziatici massoni.

Infine il martello come emblema di potere: dal mazzuolo del banditore d’asta a quello del giudice (è qui esposto un esemplare inglese di epoca vittoriana), dalla mazza di comando di una tribù Masai della Tanzania al martelletto-scettro del re dei Mossi del Burkina Faso.

Sergio Masini. Cenni biografici.

Nasce nel 1941 a Roma, dove frequenta il liceo scientifico e l’umiversità, laureandosi in matematica. Insegna nelle scuole pubbliche per alcuni anni e successivamente lascia l’insegnamento per collaborare nella conduzione dell’azienda familiare; questo impegno lo porta ad avere contatti sia in Italia che all’estero. Contemporaneamento sviluppa la sua grande passione per i viaggi e la montagna, visitando oltre 40 paesi dei cinque continenti e raggiungendo vette inusuali come il Monte Bianco, il Monte Rosa, i monti Kenya e Kilimangiaro, nonché cime minori delle Ande e dell’Himalaya. I ricordi di quei viaggi, oltre a foto e souvenir, sono stati soprattutto pezzi preziosi per la sua collezione di martelli, collezione che si interrompe quando improvvisamente muore, all’età di 50 anni il 15 dicembre 1991.

In foto alcuni esemplari esposti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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